Automatico segue le impostazioni del telefono o del computer.«স্বয়ংক্রিয়» আপনার ফোন বা কম্পিউটারের সেটিং অনুসরণ করে।
Cambia la dimensione del testo degli articoli.নিবন্ধের লেখার আকার বদলায়।
È l'ente che raccoglie i tuoi contributi e ti paga pensione, disoccupazione e assegni: conoscerlo ti fa risparmiare file, errori e brutte sorprese.
L'INPS registra i tuoi contributi e paga pensioni, NASpI e assegni. Come contattarlo (il servizio in bengalese non c'è) e cosa fare se ti chiede indietro dei soldi.
Sono le due misure contro la povertà che hanno preso il posto del reddito di cittadinanza: per gli stranieri contano il tipo di permesso e cinque anni di residenza, e nel 2026 alcune regole sono cambiate.
Assegno di inclusione 2026: ISEE fino a 10.140 euro, 5 anni di residenza, permesso di lungo periodo. Chi può averlo, quanto vale, e l'SFL da 500 euro.
La circolare Inps del 16 ottobre fissa regole e importi del nuovo bonus. Dietro la cifra, una questione di requisiti che può escludere proprio chi ne ha più bisogno.
La circolare Inps del 16 ottobre definisce il nuovo bonus mamme 2026: fino a 720 euro a dicembre. Analisi di requisiti, limiti e criticità per le famiglie immigrate, tra Isee, permesso di soggiorno e burocrazia.
Sono due sportelli diversi, spesso nello stesso ufficio: uno segue tasse e ISEE, l'altro pensioni, sussidi e pratiche di soggiorno.
Il CAF segue tasse, ISEE e 730; il patronato pensioni, disoccupazione e permessi. L'ISEE e le pratiche INPS sono gratis, il 730 di solito no.
Con 20 anni di contributi hai diritto alla pensione italiana. Con il Bangladesh non c'è un accordo bilaterale: ecco che cosa succede ai tuoi contributi.
I contributi versati all'INPS non si perdono quando lasci l'Italia. La totalizzazione internazionale consente di sommarli ai contributi del paese d'origine, ma solo se esiste un accordo bilaterale. Il Bangladesh non ha questo accordo con l'Italia. Chi torna a vivere stabilmente in Bangladesh può comunque chiedere all'INPS la pensione italiana quando raggiunge l'età prevista.
Nelle province pilota crollano le richieste. La Cgil denuncia: è una barriera ai diritti
Le domande di invalidità calano del 13% nelle province pilota della riforma disabilità. La Cgil avverte: nuove procedure ostacolano l'accesso ai diritti, colpendo soprattutto le comunità vulnerabili.
Retribuzioni, diritti fiscali e documenti: la guida essenziale per lavoratori stranieri
L'Italia offre quest'estate circa 1,7 milioni di posti stagionali nei settori turismo, ristorazione e agricoltura. Gli stipendi mensili variano tra 1.000 e 1.500 euro, spesso con vitto e alloggio inclusi nelle zone turistiche. I lavoratori stranieri con permesso di soggiorno valido possono accedere a contratti regolari, elemento cruciale anche per il rinnovo del titolo di soggiorno. Vigono le regole fiscali ordinarie con possibili detrazioni.
Quali sono i tuoi diritti, gli obblighi del datore e come denunciare violazioni
Il D.Lgs 81/2008 è la legge italiana che obbliga ogni datore di lavoro a proteggere chi lavora per lui, inclusi i lavoratori stranieri. Stabilisce diritti e doveri chiari. Chi non la rispetta rischia sanzioni pesanti e penali.
Nuovo studio aggiorna le stime sul fabbisogno di lavoratori domestici e anticipa le quote del Decreto Flussi 2029
Secondo Family (Net) Work, entro il 2029 l'Italia avrà bisogno di 2,2 milioni di lavoratori domestici, con un incremento di 122mila unità. Il 69% dovrà provenire dall'estero. Il rapporto anticipa le possibili quote del Decreto Flussi 2029, con implicazioni dirette per chi lavora in questo settore, inclusa la comunità bangladese in Italia.
La legge rimuove l'ostacolo della residenza. Una chance concreta per le famiglie straniere, bangladesi incluse
La legge L. 50/2026 elimina il requisito dei due anni di residenza per l'Assegno unico universale. Chi ha un permesso di soggiorno valido può richiedere il sussidio dal primo momento. Esteso anche ai figli in altri Paesi UE, ma non a quelli che vivono in Bangladesh. Una novità importante soprattutto per le famiglie straniere che finora restavano escluse dal beneficio.
La Cassazione lo chiarisce una volta per tutte: la data della domanda conta, e tanto
Con l'ordinanza n. 10542 del 21 aprile 2026, la Corte di Cassazione ha chiarito che chi presenta tardi la domanda di pensione di vecchiaia non ha diritto agli arretrati per il periodo precedente alla richiesta. La regola si applica a tutti i lavoratori in Italia, compresi quelli di origine straniera che spesso faticano a orientarsi nel sistema previdenziale. L'unica tutela concreta è presentare la domanda all'INPS nel momento giusto, eventualmente con l'aiuto gratuito di un patronato.