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Studiare all'università in Italia da straniero: iscrizione, tasse, borse di studio, permesso
Yan Krukau · Pexels
24 ottobre 202624 অক্টোবর 2026

Studiare all'università in Italia da straniero: iscrizione, tasse, borse di studio, permesso

Chi vive già in Italia si iscrive come un italiano. Chi arriva dal Bangladesh deve passare da Universitaly, chiedere il visto all'Ambasciata d'Italia a Dacca e poi il permesso per studio. In entrambi i casi le tasse si calcolano sull'ISEE, e le borse si chiedono d'estate.

বিদেশি হিসেবে ইতালিতে বিশ্ববিদ্যালয়ে পড়া: ভর্তি, ফি, বৃত্তি, পারমেসো

যিনি আগে থেকে ইতালিতে আছেন তিনি ইতালিয়ানদের মতোই ভর্তি হতে পারেন। বাংলাদেশ থেকে যিনি আসছেন তাঁকে ইউনিভার্সিটালি-র মাধ্যমে আবেদন করতে হবে, ঢাকায় ইতালিয়ান দূতাবাস থেকে ভিসা নিতে হবে, তারপর পড়াশোনার পারমেসো নিতে হবে। দুই ক্ষেত্রেই ফি নির্ধারিত হয় ISEE-র ভিত্তিতে, আর বৃত্তির আবেদন করতে হয় গ্রীষ্মে।

Università in Italia da straniero: chi è equiparato agli italiani, Universitaly e visto a Dacca, tasse e no tax area, borse 2026/27 e regole per il Bangladesh, permesso per studio.

Salma ha diciannove anni, è nata a Modena da genitori bangladesi e a luglio si è diplomata al liceo scientifico. Vuole studiare medicina. Suo cugino Omar, a Dacca, ha la stessa età e lo stesso sogno: venire in Italia per l'università. Per settimane si sono scambiati link, scadenze e consigli, fino a scoprire che, pur avendo lo stesso obiettivo, devono seguire due strade completamente diverse.

Due strade: chi vive già qui e chi arriva

La legge divide gli studenti stranieri in due gruppi.

Il primo è equiparato agli italiani: si iscrive alle stesse condizioni, senza visto e senza posti riservati. Ne fanno parte i cittadini dell'Unione europea e gli stranieri che vivono regolarmente in Italia con un permesso di lungo periodo, per lavoro, per famiglia, per asilo o protezione sussidiaria. E anche chi soggiorna regolarmente da almeno un anno e ha un diploma di scuola superiore italiano, come Salma.

Il secondo gruppo sono gli studenti internazionali: chi vive all'estero e deve chiedere un visto per studio, come Omar. Per loro ogni università riserva un numero limitato di posti.

Se vivi già in Italia

Per Salma la strada è quella dei suoi compagni italiani: test d'ingresso se il corso lo prevede, iscrizione sul sito dell'università, tasse calcolate sull'ISEE. Se i genitori hanno redditi, conti o case in Bangladesh, vanno dichiarati: come si fa lo spieghiamo nella guida all'ISEE. Alcuni enti per il diritto allo studio calcolano un ISEE «parificato» per chi ha la famiglia all'estero, sulla base di documenti del paese d'origine tradotti e legalizzati. Dal 30 marzo 2025 il Bangladesh fa parte della Convenzione dell'Aia sull'apostille, che semplifica la legalizzazione. Prima di preparare i documenti, però, conviene chiedere all'ente se accetta l'apostille o se vuole ancora la legalizzazione dell'Ambasciata d'Italia a Dacca.

Se arrivi dall'estero

Per Omar il percorso ha più tappe. Prima la pre-iscrizione sul portale nazionale Universitaly, poi la conferma dell'università scelta, infine la domanda di visto all'Ambasciata d'Italia a Dacca. Le domande non si presentano direttamente all'Ambasciata ma al centro VFS Global, e chi si è registrato regolarmente su Universitaly riceve un'email di VFS per fissare l'appuntamento. Per l'anno accademico 2026-2027 la domanda di visto per lauree e lauree magistrali va presentata entro il 30 novembre 2026, ma molte università fissano date più vicine.

Servono:

almeno dodici anni di scuola alle spalle;

il titolo di studio con una dichiarazione di valore dell'Ambasciata d'Italia a Dacca o un attestato di comparabilità del CIMEA, che spieghiamo nella guida ai titoli esteri;

per i corsi in italiano, una conoscenza della lingua almeno di livello B2, verificata prima del visto, salvo chi ha già una certificazione superiore;

la prova di avere mezzi economici sufficienti, che dal 2026-2027 è salita a 10.179,85 euro l'anno, con fondi leciti e tracciabili. Una semplice domanda di borsa di studio non basta: serve la borsa già assegnata. A Dacca la lista dei documenti per il visto chiede anche l'estratto conto personale degli ultimi 12 mesi, rilasciato da una banca che opera in Bangladesh.

Arrivato in Italia, Omar avrà otto giorni lavorativi per chiedere il permesso di soggiorno per studio, con il kit della posta o allo sportello dell'università. I costi indicati dall'Università di Pisa sono 16 euro di marca da bollo, 30 euro di spedizione e 70,46 euro di bollettino. Per rinnovare il permesso deve superare almeno un esame il primo anno e due negli anni successivi.

Le tasse universitarie

In Italia le tasse delle università statali si calcolano sull'ISEE della famiglia. Per legge sono esonerati gli studenti con un ISEE fino a 22.000 euro, la cosiddetta no tax area, e chi è un po' sopra paga una riduzione. Molte università alzano la soglia: a Milano-Bicocca, per esempio, nel 2026-2027 arriva a 30.000 euro. Restano sempre da pagare la marca da bollo e la tassa regionale per il diritto allo studio. Alcuni atenei applicano agli studenti con titolo estero una tassa fissa che dipende dal paese di residenza.

Le borse di studio

Le borse le danno gli enti regionali per il diritto allo studio, in base al reddito e al merito. Per il 2026-2027 il Ministero ha fissato come tetti massimi un ISEE di 28.339,88 euro e un patrimonio (ISPE) di 61.608,48 euro, e un importo minimo di 7.171,11 euro per chi studia fuori sede. Ma ogni Regione può fissare soglie più basse: in Piemonte l'ISEE massimo è 26.306,25 euro, in Toscana 27.000. Oltre ai soldi, la borsa può comprendere il posto letto in residenza e la mensa.

Una cosa da sapere subito: i bandi escono in primavera e le domande si chiudono in estate. Per il 2026-2027, in Piemonte e in Toscana, i termini erano già scaduti a settembre. Chi vuole la borsa per l'anno prossimo deve guardare i bandi da aprile. In Toscana il bando esiste anche in inglese, francese, cinese e arabo, ma non in bengalese.

Per gli studenti internazionali la condizione economica si dimostra con documenti delle autorità del paese d'origine, tradotti e legalizzati. Per chi viene dal Bangladesh è più semplice: nel 2026-2027 è tra i «paesi particolarmente poveri» indicati dal Ministero (decreto n. 176 del 24 febbraio 2026), e di norma basta un certificato dell'Ambasciata d'Italia a Dacca che dica che lo studente non appartiene a una famiglia notoriamente ricca. L'elenco cambia ogni anno: controlla il bando della tua Regione. I rifugiati riconosciuti sono esentati dai documenti consolari e usano solo i redditi italiani.

Lavorare mentre studi

Chi ha il permesso per studio può lavorare fino a 20 ore a settimana, per un massimo di 1.040 ore l'anno. Le ore non si possono concentrare: nemmeno d'estate si possono superare le 20 settimanali. Chi ha un permesso diverso, come Salma, non ha questi limiti.

La sanità

Chi ha il permesso per studio non è iscritto automaticamente al Servizio sanitario nazionale. Può iscriversi volontariamente pagando un contributo annuo, che per gli studenti è di 700 euro, oppure avere un'assicurazione privata. Come funziona lo spieghiamo nella guida al Servizio sanitario nazionale.

Dopo la laurea

Chi si laurea in Italia con il permesso per studio può chiedere un permesso per cercare lavoro o avviare un'impresa, che dura da nove a dodici mesi. Se trova un lavoro, può convertirlo in un permesso per lavoro senza passare dalle quote del decreto flussi.

Le Università per Stranieri

A Perugia e a Siena esistono due università statali nate per insegnare l'italiano agli stranieri. Offrono corsi di lingua, lauree e master, e rilasciano due certificazioni molto usate, la CELI (Perugia) e la CILS (Siena), che servono anche per il permesso di lungo periodo e per la cittadinanza. Il loro diploma di lingua esonera dalla verifica del livello B2 per l'iscrizione all'università.

Nel 2024-2025 gli iscritti alle università italiane erano oltre due milioni. Tra gli studenti stranieri, nel 2023-2024 i più numerosi venivano dall'Iran, seguiti da Turchia e Cina.

Salma, a settembre, ha passato il test di medicina. Omar ha prenotato l'esame di italiano B2 per dicembre, e punta all'anno prossimo.

Cosa fare, passo per passo

Se vivi già in Italia:

1. Controlla le date dei test d'ingresso e delle iscrizioni sul sito dell'università.

2. Fai l'ISEE per le prestazioni universitarie al CAF, dichiarando anche i beni all'estero.

3. Da aprile controlla il bando per la borsa di studio della tua Regione e rispetta le scadenze estive.

Se arrivi dall'estero:

1. Scegli il corso e fai la pre-iscrizione su Universitaly.

2. Prepara il titolo con la dichiarazione di valore dell'Ambasciata d'Italia a Dacca o con il CIMEA, e la certificazione di italiano B2 se il corso è in italiano.

3. Dimostra mezzi economici per 10.179,85 euro l'anno, e presenta la domanda di visto entro la scadenza al centro VFS Global, su appuntamento.

4. Entro otto giorni lavorativi dall'arrivo, chiedi il permesso per studio.

5. Iscriviti al Servizio sanitario nazionale o fai un'assicurazione.

Dove andare: segreterie studenti e uffici internazionali delle università, enti regionali per il diritto allo studio, Ambasciata d'Italia a Dacca (tramite il centro VFS Global) per il visto e la dichiarazione di valore, CAF per l'ISEE. Costi: tasse secondo l'ISEE, gratis sotto la no tax area; permesso per studio circa 116 euro; iscrizione sanitaria 700 euro l'anno. Tempi: borse da chiedere in estate; visti entro novembre per l'anno in corso.

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