I diritti dello straniero in Italia: cosa ti spetta, anche senza cittadinanza e anche senza permesso
Cure, scuola dei figli, salario, avvocato, matrimonio: molti diritti valgono per chiunque si trovi in Italia. Altri sono legati al permesso di soggiorno, e alcuni solo alla cittadinanza. Come orientarsi.
ইতালিতে বিদেশির অধিকার: নাগরিকত্ব না থাকলেও, পারমেসো না থাকলেও আপনি কী পাবেন
চিকিৎসা, সন্তানের স্কুল, বেতন, আইনজীবী, বিয়ে — অনেক অধিকার ইতালিতে থাকা যেকোনো মানুষের জন্য প্রযোজ্য। কিছু অধিকার পারমেসো দি সজর্নোর সঙ্গে জড়িত, আর কিছু শুধু নাগরিকদের জন্য। কীভাবে বুঝবেন।
Ahmed ha un mal di denti che non lo fa dormire da tre notti. Il suo permesso di soggiorno è scaduto a marzo e non è riuscito a rinnovarlo. Un amico gli ha detto di non andare in ospedale: «Se vai lì, chiamano la polizia». Così Ahmed prende antidolorifici e aspetta.
L'amico si sbaglia. In Italia la legge dice il contrario, e lo dice in modo esplicito. È uno dei tanti casi in cui la paura, o una voce sentita al bar, costa a chi vive qui diritti che invece ha.
Tre livelli di diritti
La legge sull'immigrazione, il Testo unico del 1998, distingue tre livelli. Il primo vale per tutti: allo straniero «comunque presente» sul territorio, quindi anche senza permesso, spettano i diritti fondamentali della persona (articolo 2, comma 1). Il secondo vale per chi ha un permesso: chi soggiorna regolarmente ha gli stessi diritti civili del cittadino italiano, e chi lavora ha la parità di trattamento con i lavoratori italiani (commi 2 e 3). Il terzo livello, alcuni diritti politici e alcuni posti pubblici, è riservato ai cittadini.
La Costituzione va nella stessa direzione. L'articolo 2 parla di diritti inviolabili «dell'uomo», non del cittadino, e l'articolo 24 dice che «tutti possono agire in giudizio» per difendere i propri diritti.
La salute
Chi è senza permesso ha diritto alle cure urgenti o comunque essenziali, negli ospedali e negli ambulatori pubblici o convenzionati (articolo 35 del Testo unico). Sono comprese la gravidanza e il parto, la salute dei bambini, le vaccinazioni e la cura delle malattie infettive. Per chi non ha soldi le cure sono gratuite, salvo il ticket che pagano anche gli italiani. Si accede con il codice STP, straniero temporaneamente presente, di cui parliamo nella guida alla tessera sanitaria.
E soprattutto: andare in ospedale «non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità», salvo i casi in cui il medico deve fare un referto anche per un italiano, come una ferita da arma. Per farsi curare non bisogna mostrare il permesso di soggiorno.
Chi ha un permesso per lavoro, famiglia, asilo, protezione o altri motivi previsti dalla legge, invece, deve iscriversi al Servizio sanitario nazionale e ha gli stessi diritti di un italiano: medico di base, specialisti, farmaci. Come funziona lo spieghiamo qui.
La scuola dei figli
I bambini e i ragazzi stranieri hanno l'obbligo e il diritto di andare a scuola, anche se i genitori non hanno il permesso di soggiorno. L'iscrizione si può fare in qualsiasi momento dell'anno, e la scuola non deve chiedere documenti sul soggiorno. Come si iscrive un figlio lo spieghiamo in questa guida.
Il lavoro
Chi lavora ha diritto al salario per il lavoro fatto, anche se il contratto non c'era o non era in regola: lo dice il codice civile (articolo 2126). Il datore di lavoro che assume stranieri senza permesso rischia da sei mesi a tre anni di carcere e 5.000 euro di multa per ogni lavoratore.
Chi è vittima di sfruttamento o di caporalato e aiuta a far emergere i fatti può ottenere un permesso di soggiorno speciale (articolo 18-ter del Testo unico). Dal 2025 dura un anno, permette di lavorare e studiare, si può convertire in un permesso per lavoro e dà accesso all'assegno di inclusione. I diritti in busta paga, il licenziamento e come difendersi li spieghiamo nella guida ai diritti del lavoratore, e il ruolo dei sindacati qui.
La giustizia
Chi non capisce l'italiano e viene accusato di un reato ha diritto a un interprete gratuito (articolo 143 del codice di procedura penale). Chi non ha soldi può avere un avvocato pagato dallo Stato, il cosiddetto gratuito patrocinio: il limite di reddito è 13.659,64 euro l'anno, aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente. Nei processi penali può chiederlo anche chi è senza permesso, come ha chiarito la Corte costituzionale; nelle cause civili serve invece il soggiorno regolare. Come si chiede lo spieghiamo in questa guida.
Contro le discriminazioni per origine, nazionalità, lingua o religione, la legge prevede un'azione civile apposita (articoli 43 e 44 del Testo unico): il giudice può ordinare di smettere e condannare a risarcire il danno. Una discriminazione si può segnalare anche all'UNAR, l'ufficio antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio, al numero verde 800 90 10 10.
La famiglia
Per sposarsi in Italia non serve il permesso di soggiorno: la Corte costituzionale ha cancellato quell'obbligo nel 2011. Serve però il nulla osta del consolato del proprio paese. Anche per dichiarare la nascita di un figlio e riconoscerlo non bisogna mostrare documenti sul soggiorno, lo dice una circolare del Ministero dell'Interno del 2009. Registrare il bambino all'anagrafe è importante: è il primo documento della sua vita.
Gli aiuti economici
Negli ultimi anni i giudici hanno corretto più volte le leggi che escludevano gli stranieri dagli aiuti. Nel 2022 la Corte costituzionale ha esteso l'assegno di natalità e di maternità a chi ha un permesso unico per lavoro. Nel 2024 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha giudicato discriminatorio il requisito di dieci anni di residenza per il reddito di cittadinanza, e nel 2025 la Corte costituzionale lo ha portato a cinque. Le regole attuali per l'assegno unico, l'assegno di inclusione e gli altri bonus le trovi nelle nostre guide.
Cosa spetta solo ai cittadini
Due cose restano riservate. La prima è il voto alle elezioni politiche e comunali, che per chi viene da fuori dall'Unione europea non c'è: ne parliamo qui. La seconda riguarda i concorsi pubblici: i posti che non comportano poteri pubblici sono aperti anche a chi ha il permesso di lungo periodo, lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria, ma non agli altri stranieri extra UE. Il resto passa dalla cittadinanza, di cui parliamo in questa guida.
Ahmed, alla fine, è andato al pronto soccorso. Gli hanno dato un codice STP e una cura per l'infezione. Nessuno gli ha chiesto il permesso.
Cosa fare, passo per passo
1. Se stai male e non hai il permesso, vai al pronto soccorso o alla ASL e chiedi il codice STP: non verrai segnalato.
2. Se hai un permesso valido, iscriviti al Servizio sanitario nazionale e scegli il medico di base.
3. Iscrivi i figli a scuola anche se i tuoi documenti non sono in regola: la scuola non può rifiutarli.
4. Conserva tutto ciò che prova il tuo lavoro (messaggi, orari, pagamenti): servono per chiedere il salario non pagato.
5. Se subisci sfruttamento, rivolgiti a un sindacato o al numero verde antitratta 800 290 290.
6. Se ti serve un avvocato e hai un reddito basso, chiedi il gratuito patrocinio all'ordine degli avvocati della tua città.
7. Se subisci una discriminazione, segnalala all'UNAR (800 90 10 10) o all'ASGI.
8. Se una Questura o un ufficio ti nega un diritto, chiedi sempre la risposta per iscritto: senza un atto scritto non si può fare ricorso (qui la guida ai ricorsi).
Dove andare: pronto soccorso e ASL per le cure, scuola del quartiere, sindacati e patronati, ordine degli avvocati, UNAR, ASGI. Costi: cure essenziali gratuite per chi non ha risorse; avvocato gratuito sotto i 13.659,64 euro di reddito. Tempi: le cure urgenti sono immediate; per gli altri diritti conviene muoversi subito, perché i ricorsi hanno scadenze brevi.
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