Flash ব্রেকিং
Far valere in Italia il titolo di studio preso all'estero: le strade, i documenti, i tempi
RDNE Stock project · Pexels
22 ottobre 202622 অক্টোবর 2026

Far valere in Italia il titolo di studio preso all'estero: le strade, i documenti, i tempi

Riconoscimento accademico, equivalenza per i concorsi, dichiarazione di valore, CIMEA: quattro parole diverse per quattro procedure diverse. E per chi non è europeo, alcune porte sono chiuse.

বিদেশে নেওয়া ডিগ্রি ইতালিতে স্বীকৃত করানো: পথ, কাগজপত্র, সময়

একাডেমিক স্বীকৃতি, পরীক্ষার জন্য সমতুল্যতা, মূল্যমান ঘোষণা, CIMEA — চারটি আলাদা শব্দ, চারটি আলাদা প্রক্রিয়া। আর যারা ইউরোপীয় নন, তাদের জন্য কিছু দরজা বন্ধ।

Laurea o diploma presi all'estero: riconoscimento all'università, equivalenza per i concorsi, CIMEA, apostille, professioni sanitarie.

Rahim si è laureato in ingegneria civile a Dacca, nel 2014. In Italia, a Torino, fa il muratore da otto anni. Il suo capocantiere lo sa e ogni tanto gli chiede un parere sui calcoli, ma in busta paga Rahim resta un operaio. Ha provato due volte a capire come far valere la laurea: la prima volta gli hanno parlato di «equipollenza», la seconda di «CIMEA», e in entrambi i casi è tornato a casa con più dubbi di prima.

Non è colpa sua. In Italia esistono quattro procedure diverse, con nomi simili e uffici diversi, e la prima cosa da fare è capire quale serve.

Prima domanda: a che cosa ti serve il titolo?

La risposta cambia tutto.

Se vuoi che la tua laurea valga come una laurea italiana, per esempio per iscriverti a un albo professionale o a un master, serve il riconoscimento accademico. Lo fa un'università italiana a tua scelta, che confronta il tuo percorso con i suoi corsi.

Se vuoi partecipare a un concorso pubblico, serve l'equivalenza. Non trasforma il titolo in un titolo italiano: vale solo per quel concorso.

Se vuoi iscriverti all'università in Italia con il diploma o la laurea presi all'estero, servono una dichiarazione di valore o un attestato di comparabilità, che dicono a che livello corrisponde il tuo titolo.

Se vuoi esercitare una professione regolamentata, come medico, infermiere, farmacista, avvocato o ingegnere iscritto all'albo, serve il riconoscimento professionale, che fa il ministero competente.

E se vuoi solo lavorare nel privato, per esempio come tecnico in un'azienda, non esiste una procedura obbligatoria: decide il datore di lavoro, e un attestato di comparabilità può aiutarti a far capire che cosa hai studiato.

La laurea: il riconoscimento all'università

La parola che si sente ancora, equipollenza, la legge non la usa più dal 2002: oggi si parla di riconoscimento accademico. La domanda si presenta all'università che offre il corso più simile al tuo. L'università può riconoscere la laurea, rifiutarla oppure riconoscerla a patto che tu superi alcuni esami integrativi. Per legge dovrebbe rispondere di norma entro 90 giorni dalla domanda completa. I costi li decide ogni ateneo. Se la risposta non ti convince puoi fare ricorso al tribunale amministrativo (TAR) entro 60 giorni, oppure reclamo al Ministero dell'Università entro 120.

Per i concorsi pubblici la strada è l'equivalenza: la domanda va al Dipartimento della Funzione Pubblica e al Ministero dell'Università, che rispondono entro 150 giorni. C'è poi un riconoscimento più limitato, fatto direttamente dal Ministero dell'Università, che serve per benefici precisi, come un punteggio in graduatoria o l'iscrizione al centro per l'impiego con il titolo giusto.

Il diploma di scuola superiore: una porta chiusa, e una aperta

Qui c'è una regola che sorprende molti. L'equipollenza del diploma estero, rilasciata dall'Ufficio scolastico regionale, non è possibile per i cittadini di paesi fuori dall'Unione europea. Fanno eccezione i rifugiati, i titolari di protezione sussidiaria e chi è diventato cittadino italiano. La stessa esclusione vale per la licenza media.

Per i concorsi, chi è escluso può chiedere l'equivalenza. Per l'università, il diploma estero va bene, con la dichiarazione di valore o l'attestato di comparabilità e almeno dodici anni di scuola alle spalle. E per chi vuole un titolo italiano vero e proprio, la strada più semplice è rifarlo: la licenza media e il diploma si possono prendere, gratuitamente o quasi, nei centri per l'istruzione degli adulti, che spieghiamo in questa guida.

CIMEA e dichiarazione di valore

La dichiarazione di valore è un documento rilasciato dal consolato o dall'ambasciata italiana nel paese in cui hai studiato, che descrive il tuo titolo secondo il sistema italiano. Per chi ha studiato in Bangladesh, la rilascia l'ambasciata d'Italia a Dacca. In alternativa ci sono gli attestati del CIMEA, il centro italiano per il riconoscimento dei titoli: l'attestato di comparabilità, che sostituisce la dichiarazione di valore, e l'attestato di verifica, che controlla che il titolo sia autentico e può sostituire la legalizzazione. Si chiedono online e sono a pagamento: controlla i prezzi aggiornati sul sito del CIMEA prima di procedere.

Per chi ha la protezione internazionale, il CIMEA rilascia l'attestato di comparabilità gratis, e se i documenti sono incompleti o persi esiste un «Pass accademico». C'è anche il Passaporto europeo delle qualifiche dei rifugiati, del Consiglio d'Europa, che valuta i documenti disponibili e un colloquio. Non è un riconoscimento formale, ma aiuta molto per lavorare e studiare.

I documenti dal Bangladesh: apostille e traduzione

Ogni documento estero deve essere reso valido in Italia, e il modo dipende dal paese.

Il Bangladesh ha aderito alla convenzione dell'Aja sull'apostille nel 2024, e per il paese la convenzione è in vigore dal 30 marzo 2025. Alcuni paesi europei si sono opposti, tra cui Germania, Austria e Belgio, ma l'Italia non è tra questi. Quindi per i documenti rilasciati in Bangladesh basta di norma l'apostille, un timbro rilasciato dal Ministero degli Esteri del Bangladesh. Per i titoli di studio c'è un passaggio in più: secondo il Ministero degli Esteri bangladese, i certificati vanno prima verificati e autenticati dal board dell'istruzione o dall'università che li ha rilasciati, poi dal Ministero dell'Istruzione, e solo dopo passano al Ministero degli Esteri.

Prima del 30 marzo 2025 serviva invece la doppia legalizzazione, prima dal Ministero degli Esteri a Dacca e poi dall'ambasciata d'Italia: se hai documenti preparati con il vecchio sistema, o se ricevi indicazioni diverse, chiedi conferma prima di presentarli. Tutti i documenti vanno poi tradotti in italiano, con traduzione giurata. Prima di partire, o prima di chiedere i documenti a un parente, controlla la pagina «traduzione e legalizzazione» dell'ambasciata d'Italia a Dacca e, se hai dubbi, chiedi al consolato del Bangladesh in Italia o a un patronato.

Medici, infermieri e professioni sanitarie

Per le professioni sanitarie la procedura ordinaria passa dal Ministero della Salute, con il riconoscimento del titolo, la verifica della lingua italiana e l'iscrizione all'ordine professionale. Ma c'è anche una deroga, nata durante il Covid: gli ospedali e le strutture sanitarie possono assumere professionisti di paesi extra UE con un titolo non ancora riconosciuto, purché abbiano un permesso di soggiorno che permette di lavorare. Secondo la federazione degli ordini dei medici, la deroga è stata prorogata fino al 2029. Solo in Piemonte, secondo l'Ordine dei medici di Torino, lavorano così oltre 3.200 sanitari stranieri. Il rovescio della medaglia: chi lavora in deroga resta in una situazione temporanea, e gli ordini chiedono di superarla.

E il SIISL?

Ad agosto abbiamo scritto di un decreto che apre ai titoli esteri il SIISL, la piattaforma del Ministero del Lavoro e dell'INPS per l'inclusione sociale e lavorativa (qui l'articolo). Una precisazione: il decreto riguarda solo chi ha frequentato, nel proprio paese, i corsi di formazione professionale e di lingua previsti dalla legge sull'immigrazione per entrare in Italia fuori dalle quote del decreto flussi. Non è un riconoscimento generale dei titoli di studio.

Cosa fare, passo per passo

1. Decidi a cosa ti serve il titolo: albo professionale, concorso, università o lavoro nel privato.

2. Chiedi in Bangladesh il diploma, il certificato degli esami e i programmi dei corsi, con l'autenticazione del board o dell'università e del Ministero dell'Istruzione e poi l'apostille del Ministero degli Esteri a Dacca.

3. Fai tradurre tutto in italiano con traduzione giurata.

4. Chiedi la dichiarazione di valore all'ambasciata d'Italia a Dacca, oppure l'attestato di comparabilità al CIMEA.

5. Per la laurea, presenta domanda di riconoscimento all'università con il corso più simile e preparati a eventuali esami integrativi.

6. Per un concorso, chiedi l'equivalenza alla Funzione Pubblica e al Ministero dell'Università, come indicato nel bando.

7. Per le professioni sanitarie, rivolgiti all'ordine professionale della tua provincia e chiedi della procedura ordinaria e della deroga.

8. Se hai la protezione internazionale, chiedi al CIMEA l'attestato gratuito.

Dove andare: università, CIMEA, ambasciata d'Italia a Dacca, Ufficio scolastico regionale (solo per chi può chiedere l'equipollenza), ordini professionali. Costi: variano da ateneo ad ateneo; attestati CIMEA a pagamento, gratis per chi ha la protezione internazionale; traduzioni e legalizzazioni a parte. Tempi: di norma 90 giorni per il riconoscimento universitario e 150 per l'equivalenza; la raccolta dei documenti in Bangladesh può richiedere di più.

💬 Commenti · 0 · মন্তব্য
Commenti · মন্তব্য
Ancora nessun commento. Sii il primo! · এখনও কোনো মন্তব্য নেই। প্রথম মন্তব্যটি আপনিই করুন!
Scrivi un commento · মন্তব্য লিখুন
Kalima School

Impara l'italiano online

La scuola online di italiano di Kalima Media Lab. Registrazione e test di livello gratuiti, livelli Pre-A1 e A1 gratuiti.

Vai alla scuola

অনলাইনে ইতালীয় ভাষা শিখুন

Kalima Media Lab-এর অনলাইন ইতালীয় ভাষার স্কুল। নিবন্ধন ও লেভেল টেস্ট বিনামূল্যে, Pre-A1 ও A1 লেভেলও বিনামূল্যে।

স্কুলে যান
Leggi anche আরও পড়ুন
Dal medico senza capire? Mediatori, servizi in bengalese e cure per tutti
Dal medico senza capire? Mediatori, servizi in bengalese e cure per tutti
ডাক্তারের কাছে গিয়ে কিছু বুঝতে পারছেন না? মধ্যস্থতাকারী, বাংলা ভাষায় সেবা আর সবার জন্য চিকিৎসা
Figli di stranieri in Italia: quali sono i loro diritti reali?
Figli di stranieri in Italia: quali sono i loro diritti reali?
ইতালিতে বিদেশিদের সন্তানদের আসল অধিকার কী কী?
È nato un figlio: tutti i documenti, in Italia e al consolato
È nato un figlio: tutti i documenti, in Italia e al consolato
সন্তান জন্মেছে: ইতালিতে এবং কনস্যুলেটে সব কাগজপত্র
Decreto Flussi 2027: come si prepara la domanda?
Decreto Flussi 2027: come si prepara la domanda?
ডেক্রেতো ফ্লুসি ২০২৭: আবেদন কীভাবে তৈরি করবেন?
Cercare casa in Italia: contratti, registrazione, discriminazioni e case popolari
Cercare casa in Italia: contratti, registrazione, discriminazioni e case popolari
ইতালিতে বাড়ি খোঁজা: চুক্তি, রেজিস্ট্রেশন, বৈষম্য আর সরকারি বাসস্থান
Licenziato? Cosa fare entro 60 giorni (e cosa succede al permesso)
Licenziato? Cosa fare entro 60 giorni (e cosa succede al permesso)
চাকরি চলে গেছে? ৬০ দিনের মধ্যে কী করতে হবে (আর পারমেসো দি সজ্জর্নোর কী হবে)
I sindacati in Italia: cosa fanno, come iscriversi e cosa ti protegge se il capo lo scopre
I sindacati in Italia: cosa fanno, come iscriversi e cosa ti protegge se il capo lo scopre
ইতালিতে সিন্দাকাতো: কী করে, কীভাবে যোগ দেবেন, আর বস জানলেও আপনি কতটা সুরক্ষিত
I diritti dello straniero in Italia: cosa ti spetta, anche senza cittadinanza e anche senza permesso
I diritti dello straniero in Italia: cosa ti spetta, anche senza cittadinanza e anche senza permesso
ইতালিতে বিদেশির অধিকার: নাগরিকত্ব না থাকলেও, পারমেসো না থাকলেও আপনি কী পাবেন
Consolato, apostille, traduzioni: la guida per non ricominciare da capo
Consolato, apostille, traduzioni: la guida per non ricominciare da capo
কনসুলেট, অ্যাপোস্টিল, অনুবাদ: নতুন করে শুরু না করার গাইড
La Regione: cosa fa e perché ti riguarda, dalla sanità alla casa popolare
La Regione: cosa fa e perché ti riguarda, dalla sanità alla casa popolare
রেজিওনে: কী করে আর কেন আপনার জীবনে গুরুত্বপূর্ণ — স্বাস্থ্যসেবা থেকে সরকারি বাড়ি পর্যন্ত
Scheda nel dizionario →